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Folklore



LA QUARESIMA


Il passaggio dal Carnevale alla Quaresima era segnato dal ritocco ammonitore deella campana di San Martino che intorno alle undici del martedì grasso avvertiva che mancava un’ora all’inizio del tempo proibitivo. Questo era un momento di transizione, si passava dalle abbuffate dell’ultimo giorno di Carnevale al primo giorno di digiuno della Quaresima. In detto periodo la Chiesa proibiva, nella maniera più assoluta, il consumo della carne e d’ogni altro cibo di derivazione animale, quali: uova, formaggio, latte, ricotta.
Il mattino delle Ceneri dopo essere stati in chiesa le donne si recavano a casa per ardere (a ascequà) la grattugia (a ieratta ches), si faceva passare sul fuoco la grattugia per distruggere ogni residuo di formaggio che potesse contaminare il pane che si sarebbe grattugiato per preparare la sagna con il pangrattato (a sagne pa seratezz).

Chi poteva, pagava una tassa da versare alle autorità ecclesiastiche e veniva autorizzato a mangiare la pasta con il formaggio, ad eccezione dei malati che potevano mangiare la carne solo presentando un certificato medico.
 

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