|
LO STATO DEL PATRIMONIO SPELEO-ARCHEOLOGICO
NEL TERRITORIO MARTINESE
Spesso noi speleologi, quando ci addentriamo in una grotta,
è con dolore che ci rendiamo subito conto che la stessa è stata
razziata delle sue concrezioni, oppure è stata deturpata con
scritte di vernice, oppure è stata riempita di detriti o, peggio
ancora, di rifiuti e liquami. |

Testi e foto a cura di Enzo Pascali |
|
In alcune grotte di interesse anche
archeologico poi fa, se possibile, ancora più male vedere
profondi e devastanti "saggi" di scavi clandestini che
distruggono per sempre millenni di storia della cultura del
territorio e dell'essere umano.
Nello specifico, nel territorio di Martina Franca e limitrofo,
lo stato del patrimonio speleologico, inteso in tutti i suoi
aspetti, è certamente fra i più degradati della Murgia. Bassa ed
i danni già gravi, arrecati nel tempo, stanno aumentando in
maniera preoccupante, tanto da averci costretto ad alzare il
tono della polemica con la Pubblica Amministrazione locale,
sempre più indifferente ai nostri richiami d'allarme.
La situazione, si sa, non è mai stata rosea, tanto è vero che
tutta la Speleologia è sempre stata più impegnata sul fronte
della tutela che non su quello della crescita della popolarità,
ed forse proprio questo che noi a Martina stiamo pagando.
Ci preoccupa e ci insospettisce che, in quest'ultimo periodo,
stiano prendendo sempre più spazio sul tema grotte e loro
valorizzazione personaggi che poco o nulla hanno a che fare con
esse.
Ci insospettisce, dicevo, che amministratori locali, dopo un
desolante periodo di silenzio in risposta ai nostri continui
richiami d'allarme, oggi siano sponsor di questo o quel progetto
che comunque mirano, alla fine, ad uno sfruttamento turistico
della risorsa in oggetto.
Ci insospettisce che nessuno di questi progetti, sia stato
vagliato da commissioni tecnico-scientifiche appositamente
costituite, e permettetemi di dire ancora che ci insospettisce
la tenace volontà di tenere fuori da questo argomento il
G.S.M., che, forse è utile ricordare, è dal 1974 il
gruppo che a Martina Franca ha fatto e continua a fare la
Speleologia.
Quello stesso gruppo che ha dato alla città la conoscenza di
questo patrimonio, fornendone le chiavi per una giusta ed
approfondita lettura.
Con passione, impegno, e gratuitamente, sempre a disposizione
delle centinaia di operatori della scuola e del tempo libero.
Chiediamo, in questa occasione, di tenere in conto le nostre
osservazioni e le competenze delle organizzazioni speleologiche
quali la Federazione Speleologica Pugliese e la Società
Speleologica Italiana.
Questo per assicurare, non a noi speleologi, ma alle grotte una
giusta tutela e la corretta valorizzazione. Tenendo presente che
il patrimonio speleo-archeologico è composto da un centinaio di
cavità conosciute e, che le situazioni di degrado si aggiornano
quotidianamente, riteniamo utile, alla data di oggi, in ordine
catastale, descrivere lo stato in cui versano le più
"maltrattate".
[Enzo Pascali, presidente del GSM
- Gruppo Speleologico Martinese onlus] |