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INGHIOTTITOIO DI MICELE -
Inghiottitoio con imbocco largo più di 3 metri intasato da
moltissimi detriti da riversamento esterno.
GROTTA DEL CANE - Cavità naturale, trasformata in
cisterna mediante l'occlusione della frattura che scendeva in
profondità. È' stata in seguito demolita per impiantare un
vigneto.
BUCA DEL CAVALLO - Inghiottitoio fossile di circa 12
metri di profondità, completamente otturato.
GROTTA DI NOVE CASEDDE - Notissima cavità nella quale
sono state rinvenute tracce importantissime dell'utilizzo della
civiltà dall'Eneolitico al Medio Evo. Si fanno notare ampi scavi
dove in passato si sono rinvenute urne cinerarie integre. Nei
pressi di una pozza di raccolta dello stillicidio, iscrizioni
del XII-XIII secolo d.C. sono state danneggiate da maldestri
"ricercatori" nel tentativo di decifrarne la lettura. Altre
incisioni di simboli religiosi, sono state danneggiate da
evidenti lanci di pietre. Al fondo della cavità, iscrizioni del
XVI secolo sono state parzialmente coperte da incisioni di nomi
e messaggi d'amore del XX secolo! La notorietà di questa grotta
la ha portata ad essere frequentata assiduamente da chiunque,
armato dai migliori propositi ai peggiori, come si può
facilmente notare dagli evidenti segni di asportazione di
grossissime "fette" di depositi calcitici, dalla verniciatura a
spray di frasi e disegni degni della migliore stupidità umana,
agli ampi rovistamenti nelle zone di probabili antiche
sepolture, all'asportazione di grosse quantità di "latte di
monte". Un danno, che non è molto evidente ad un occhio che vede
per le prime volte le scene descritte, è stato sicuramente il
drastico ridimensionamento della grossa colonia di pipistrelli
che una volta vi dimorava. Il Gruppo Speleologico Martinese, per
una precisa scelta politica, da anni, se non direttamente
necessario, ha rinunciato al suo utilizzo per le escursioni
didattiche, pur di non essere il principale divulgatore del
sito. Attendiamo che qualche amministratore locale si
sensibilizzi al problema e che ci aiuti a tutelare un bene
collettivo, senza pretenderne a tutti i costi uno sfruttamento
turistico incontrollato che ben presto potrebbe fare danni
maggiori di quelli già esistenti. Un progetto, poco
speleologico, si sta già facendo strada e con il facile miraggio
di creare posti di occupazione, alcuni politici locali con
momentanei posti nel potere provinciale e regionale, ne stanno
sponsorizzando l'attuazione. Ci auguriamo che questi signori
possano venire illuminati da prossimi auspicabili contatti degli
organi politici della Speleologia regionale e nazionale.
GROTTA DI PILANO - Altra notissima cavità del territorio.
Il suo ampio cavernone d'accesso conservava un potente deposito
archeologico risalente al Paleolitico Superiore che, negli anni
'50, fu in gran parte devastato da un ingenuo tentativo di
turisticizzazione della grotta interna, compiuto dall'allora
Sindaco Motolese. In seguito, la facilità del suo accesso ha
consentito la sua quasi totale devastazione dell'ornamento
calcitico. La fama di essere una cavità di notevole interesse
archeologico, è costata molti "saggi" abusivi alcuni die quali,
particolarmente devastanti, molto recenti. Nell'ultimo raid dei
vandali, è stata devastata gran parte del deposito intaccando
anche il grosso strato di breccia ossifera che per millenni ha
conservato migliaia di reperti ossei faunistici, molti, evidenti
avanzi di pasti ed altri lavorati come utensili.
GROTTA DELLE CENTOCAMERE - Modesta cavità adibita fino a
non molto tempo fa a ricovero di bestiame, molto conosciuta dai
cacciatori, è stata completamente razziata dalle concrezioni che
la adornavano.
GRAVE DI PALESI - Grosso inghiottitoio di un vasto bacino
di raccolta delle acque meteoriche. Al fondo del suo pozzo di
accesso, si ritrovano spesso carcasse di animali di grossa
taglia (mucche, asini, cavalli) accompagnati da contorni di
immondizzia varia.
GRAVE LA CUPA - Inghiottitoio situato in Valle
D'Itria. È stato utilizzato per decenni come scarico della fogna
cittadina fino al suo parenne intasamento. Ora le condotte
fognarie, sono dirottate verso un paio di inghiottitoi vicini,
venuti alla luce uno durante dei lavori di sbancamento ed un
altro, provvidenzialmente, si aprì sotto la pressione del
melmoso lago creatosi in seguito all'intasamento della Grave.
L'impianto di depurazione, creato per una popolazione di 20.000
abitanti è stato più volte dichiarato insufficiente, ed il suo
potenziamento è stato rinviato più volte per ostacoli politici,
anche se pare con progetto già finanziato.
GROTTA DI MONTETULLIO - La grotta, più volte scambiata
per una vicina neviera, è stata distrutta nel 1996 durante dei
lavori di sbancamento per la realizzazione di una serie di
villette. Il G.S.M., forte del fatto che la grotta era iscritta
al Catasto istituito dalla Regione Puglia con la L. R.32/86,
cercò di interromperne la distruzione esponendo i fatti alla
Procura della Repubblica. Nel frattempo, la cavità fu
parzialmente scoperchiata ed intasata con i detriti di
sbancamento e per questo motivo, non risultò esistere alcuna
grotta nel sito da noi indicato quando l'Ufficio Tecnico
Commerciale svolse la relazione tecnica sull'accaduto. È
sicuramente in questo momento che ci siamo resi conto che la
Legge Regionale non aveva alcuna efficacia per la tutela del
patrimonio speleologico e che, quindi, si doveva ancora fare
qualcosa per attivarla. Fu così che, nei nostri, approfondimenti
capimmo l'esigenza di un regolamento di attuazione della 32/86.
GROTTA DEL CUOCO - E' una delle cavità più estese, con un
ingresso verticale di circa 4 metri. Una volta era sicuramente
la dimora della più grossa colonia di pipistrelli della zona.
Nei primi anni 70 fu razziata di molte delle sue forme
concrezionatiche, furono addirittura asportati grossi colonnati.
E' stata sicuramente la grotta nel territorio martinese, che ha
pagato più di tutte le altre, per il commercio incontrollato di
souvenir turistici. In seguito, poi, è stata utilizzata da
trafficanti in pezzi di auto come posto ideale per farvi sparire
le carcasse ormai smontate di ogni pezzo utile. Una di queste,
l'ultima, fu addirittura incendiata aggiungendo un ulteriore
danno ambientale al già traballante e delicato ecosistema.
Pensammo di fare una segnalazione ai Carabinieri, i quali, in
seguito a frequenti controlli nella zona, scoraggiarono i
malfattori, che si videro costretti a cambiare luogo. Nella
grotta, rimasero ad arrugginire, fino ad un nostro recente
intervento di bonifica, otto carcasse di automobile. Oggi la
Grotta del Cuoco, ripulita e modestamente tutelata con una
grata, sta riacquistando una sua funzione naturale che già si
evidenzia nell'indubbio aumento del ripopolamento dei
pipistrelli. È stato notato anche per la prima volta un
Italodites (siamo sicuri che già c'era, ma non aveva avuto il
coraggio di venire allo scoperto in mezzo a quel pattume…..).
GROTTA DI MONTE FELLONE - cavità di grande interesse
preistorico del Neolitico. Oggetto di disordinati scavi
archeologici negli anni '60. Recentemente, dal suo ingresso
verticale, è stato scaricato un grosso equino. Al suo ingresso
orizzontale, carcasse di auto compaiono e scompaiono.
All'interno, qua e là, evidenti tracce di scavi clandestini.
GROTTA DI FOGGIA NUOVA - La cavità, è composta da un
accesso verticale di circa 8 metri e, forse per questo motivo,
non è stata ancora depredata vistosamente. Gli pseudoarcheologi
senza scrupoli, anche se conoscono il sito, (è segnalato in una
vecchia pubblicazione di Parenzan un ritrovamento di un vaso
eneolitico integro), evidentemente non si sono ancora attrezzati
per questo. Quanto durerà? La segnalazione oggi in questo elenco
potrebbe darci un riferimento temporale preciso.
GROTTA DI PAPA CIRO - il nome di un famoso brigante ha
certamente contribuito al rovistamento del suo paleosuolo, che è
stato parzialmente protetto da un potente strato di escrementi
animali che fino a non molto tempo fa vi erano ricoverati.
Recentemente, una porzione di questo strato, ormai cementato dal
tempo, è stato rimosso ed ha messo in evidenza nuovi motivi di
interesse per i clandestini.
GRAVE DI MONTE PELOSELLO - Profondo inghiottitoio
naturale da sempre utilizzato come discarica di animali da
allevamento. La sua caratteristica era di avere un numero di
carogne di cani di grossa taglia, che prevaleva sugli altri, Un
anno, addirittura, una nostra squadra ne trovò ancora vivo (il
salto della verticale è di circa 40 metri) e faticò non poco a
riportarlo in superficie (mettendo in salvo la povera
creatura!). Oggi la cavità è stata presa di mira da qualcuno che
ha aumentato notevolmente il volume dei rifiuti (molti
medicinali), speciali e tossico - nocivi. Al momento è in corso
un procedimento da parte della magistratura.
GROTTA DEI TRENTA CANI - Vicinissima alla Grotta delle
Cento Camere, ne ha subito eguale sorte.
GROTTA DI MASSERIA PASTORE - Anche questa, di interesse
archeologico, è stata accuratamente saggiata.
GROTTE DELL'ORIMINI - (Parco della Vigna - Riparo della
Breccia) - L'una accanto all'altra sul costone della omonima
gravina, costituiscono forse, il sito preistorico più noto ai
ricercatori abusivi e forse il più interessante, visto che
recentemente è stato realizzato in due tempi un profondo scavo
che è stato setacciato sul posto. Sembra comunque che
"l'instancabile lavoratore" artefice della trincea, abbia messo
in evidenza in stratigrafia elementi riconducibili al periodo
Musteriano.
GROTTA FIASCONE - Anche questa cavità, segnalata come di
interesse archeologico. È stata "visitata" dagli scavatori
abusivi. Sul fondo, nonostante che il paleosuolo sia
parzialmente coperto da un massiccio apporto di pietrame
esterno, si nota un profondo scavo.
GROTTE DEL VUOLO - Si tratta di circa una decina di
modeste cavità, che si aprono lungo i costoni di una lunga
gravina che molto di adattava alle esigenze degli uomini di
migliaia di anni fa. Questo presupposto e la presenza di un
grottone che la leggenda vuole fosse stato il rifugio di un noto
brigante ("il sergente" Romano) ha fatto sì che anche queste
cavità venissero ampiamente "rovistate".
RIPARO VOCCOLE - Se pure piccolissima, anche il
paleosuolo di questa cavità è stata oggetto di un rovistamento.
GROTTA S.ANGELO - Interessantissima cavità, nella quale
vi sono a decine, incisioni raffiguranti croci bizantine, latine
e medioevali. Segnalati resti di sepoltura. Al suo fondo, forse
per responsabilità speleologica, (è stato realizzato uno scavo
per fini esplorativi!) è stata rivoltata quella che sembrerebbe
una sepoltura.
POZZO DELLA CAVA - Ubicata nella cava in disuso che
veniva utilizzata da Comune di Martina Franca come discarica, è
ora completamente occultata dai rifiuti.
GROTTA MASSERIA CASINO - Nelle vicinanze della più nota
Nove Casedde, pare custodire similari tracce di frequentazione.
La cavità fino a poco tempo fa era semiotturata da pietrame
esterno e, per questo, paradossalmente era protetta. Era,
perché, il proprietario del fondo ha ricevuto più proposte di
una bonifica gratuita. "Benefattori" che forse mirano
all'indagine di un deposito archeologico vergine?
INGHIOTTITOIO DI ROSSINI - Inghiottitoio delle acque
meteoriche, mai approfonditamente indagato, perché, al fondo si
sono sempre trovate nauseabonde carcasse animali.
GROTTA DI MASSERIA ORIMINI - Situata ai margini di un
campo coltivato è stata parzialmente riempita dallo spietramento
dello stesso.
GROTTA STABILE - Posta sui margini superiori di una cava
calcarea attiva, è probabilmente destinata a scomparire.
GROTTA DI MONTE D'ORO - Una segnalazione di P.Prenzan la
voleva di interesse archeologico. Forse lo era. Adesso si
presenta con un suolo molto confuso e tutte le concrezioni sono
state asportate.
GROTTA DI CORAME - Grotticella rimasta praticamente
intatta fino ad una paio di anni fa. Un giorno, a distanza di un
paio di settimane da una rivisitazione per accertamenti
catastali, abbiamo trovato un profondo ed ampio scavo, il cui
detrito è stato setacciato sul posto. Una nicchia nella parte
parete, raccoglieva moltissimi reperti ossei, evidentemente
scartati dai "ricercatori". Non risultavano segnalazioni di
testimonianze della frequentazione umana antica.
GROTTA DI LUPOLI - Anche questa cavità è stata
vistosamente "indagata" "dall'omonima università di ricerche
archeologiche".
[Enzo Pascali, presidente del GSM
- Gruppo Speleologico Martinese onlus] |