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Chiese e
conventi femminili |
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LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PURITÀ
PRESSO IL CONVENTO DELLE AGOSTINIANE
Il 16 giugno del 1653 veniva eseguita da monsignore Tommaso
Caracciolo la disposizione papale di Innocenzo X di sopprimere
il convento francescano dei Santi Filippo e San Giacomo e
destinare le rendite di quest’ultimo a favore della fondazione
di un convento di clausura femminile intitolato a Santa Maria
della Purità. Il complesso monastico fu fondato sul territorio
che faceva parte dell’originario casale longobardo risalente al
VIII e IX secolo. Qui sorgeva un antica cappella dedicata a San
Nicola dell’Appennino. Il convento che si ispirava alla regola
di Sant’Agostino è anche detto delle Monache Grandi per
distinguerlo da quello del Conservatorio delle Monacelle, ossia
delle Monache Piccole. La differenza principale fra i due ordini
monastici femminili era principalmente dettata dalle possibilità
economiche delle novizie. Infatti, il convento delle Monache
Grandi ospitò soprattutto esponenti delle famiglie più
benestanti di Martina.
La severità della regola claustrale è implicitamente comunicata
da una struttura possente, caratterizzata da mura altissime; il
tocco di una scenografia barocca spicca soprattutto sul
cornicione del terrazzo, infatti, tutta la struttura è
circondata da una balausta traforata con fiaccoloni e statue di
angeli posizionati come guardiani della vita ascetica e mistica
delle monache. Spicca, in alto, il belvedere con le sue forme
sinuose tale da essere paragonata alla cella campanaria di Sant’Andrea
delle Fratte (1654 c.) del Borromini. La struttura ruota attorno
ad un chiostro con pozzo ottagonale. |
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La chiesetta è in stile rococò. E’ l’unica
nel suo genere a Martina Franca, l’interno è abbondantemente
decorato con marmi policromi, con cartigli e volute in stucco e
con rifiniture dorate. L’interno presenta una sola navata
scandita da quattro campate, sostenute da possenti arcate. In
questa chiesa si possono ammirare delle tele di due noti pittori
del settecento martinese: Domenico Carella e di Paolo De Matteis. Il
coro ligneo sormonta la bussola di ingresso della chiesa, i
pannelli in legno del coro sono decorati con motivi floreali,
esotici e mitologici. Queste decorazioni sono molto simili a
quella delle porte interne del Palazzo Ducale.
Il portale di ingresso della cappella presenta lateralmente
delle colonne scanalate sormontate da due guardie cariatidi,
esempi di una imponente scultura monumentale.
Attualmente il convento è occupato dalle Figlie di Maria
Ausiliatrice. |
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LA CHIESA DI SAN SANTA MARIA DELLA
MISERICORDIA PRESSO LA FONDAZIONE CARACCIOLO DE SANGRO
Il complesso monastico nacque nel 1725 per volontà, come ricorda
una lapide collocata sulla sinistra della chiesetta, di Aurelia
Imperiali, vedova del duca Petracone V Caracciolo nel 1725 e di
Isabella Avalos. L’intento era quello di ospitare povere
fanciulle povere ed orfane disposte a vestire l’abito delle
Agostiniane e a condividere la regola. Il convento
principalmente ospitò fanciulle di estrazione sociale umile o
che avevano “perigliato nell’errore”, le fanciulle ad una certa
età potevano anche decidere di uscire dal convento e sposarsi;
in questo caso addirittura il convento offriva loro una certa
dote. Nel convento si svolgeva principalmente la funzione
educativa delle cosiddette “arti donnesche” legate al ricamo,
alla pasticceria, alla sartoria ecc.
Il complesso nacque dall’aggregazione di diversi edifici
abitativi e il nucleo più consistente fu della famiglia Turnone.
Perciò, il convento non presenta la classica tipologia del
chiostro centrale con l’edificio ruotante attorno, come si può
riscontrare nelle Agostiniane.
Il portale di ingresso del convento, a bugnato
tardo-rinascimentale è nascosto in un vicolo cieco e può essere
paragonato ad un tipico palazzo civile. Si entra da un androne,
che sostituisce il tipico chiostro di ogni struttura monastica.
Nella parte superiore si può ammirare un belvedere protetto
dalla tipica grata spanciata e una balaustra in pietra
traforata, i cui disegni sembrano avere una “simbologia
esoterica”. |
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La cappella, detta della Madonna della
Misericordia, ha un ingresso autonomo. All’interno della
chiesetta si possono ammirare due altari barocchi maestosi, sul
lato sinistro, in alto, ci sono due cori con grate spanciate
destinate alle suore di clausura.
Nella chiesetta si conserva l’effigie del Volto Santo che è
conservato in una cornice di argento.
La struttura attualmente è la sede della
Biblioteca della Fondazione "Paolo
Grassi".
A cura di Anna Marangi |
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