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La Basilica di San Martino

La Chiesa fu eretta dall'Arciprete Isidoro Chirulli fra il 1747 e il 1763 e consacrata nel 1775.

Facciata

Disegno di Giovanni Mariani (1673 - 1747).
Nella Facciata si aprono 4 nicchie nella parte bassa con i Santi: Pietro, Paolo, Giuseppe e Giovanni Battista.

In alto le Sante Martina e Comasia.
Lo splendido gruppo dell'altorilievo con S. Martino che taglia il mantello al povero sarebbe da attribuire ad uno scultore locale: Angelo Micheli.

Controfacciata

Grande epigrafe in latino che ricorda la solenne riconferma del Tempio quale Insigne Basilica, ottenuta dall'Arcivescovo di Taranto Mons. Blundo, nel 1842.
In alto: vetrata di Marcello Avenali (1956), raffigurante la miracolosa liberazione di Martina dall'assedio dei Cappelletti nel 1529.

Battistero

Commissionato dall'Abate Tommaso Innico Caracciolo, fu realizzato, su disegno di G. B. Battista Catalano, dallo scultore napoletano Crescenzo Trinchese, che scolpì anche lo stupendo gruppo marmoreo, in alto, del Battesimo di Cristo. Il cancelletto, con lo stemma dei Caracciolo, è opera di ottonari napoletani. Tutto il complesso è databile intorno al 1773.

Acquasantiere

Preziose realizzazioni di marmorari napoletani, o da attribuire allo stesso Crescenzo Trinchese, databili alla seconda metà del XVIII sec.
Di notevole interesse le due metope marmoree raffiguranti Mosè che fa scaturire l'acqua dalla roccia e S. Martino che fa cadere la pioggia.
Pulpito
Opera dell'ebanista Domenico Semeraro (1790 - 1879), rappresentata, nella severa impostazione geometrica e decorativa, una delle ultime grandi prove dell'arte dell'intarsio a Martina. Datato 1850. Al centro della balaustra porta lo stemma dell'Arc.vo Blundo .

Navata Lato sinistro
*Altare di San Girolamo Emiliani
L'altare fu eretto nel 1775 per volere della nobile Maria Idria Miani.
Tela di Anonimo con l'apparizione della Vergine al Santo.
*Altare della Natività o di San Giuseppe
Grande tempera dell'Adorazione dei Pastori, attribuibile al De Mauro.
Le sculture del Presepe in pietra, provenienti dalla vecchia Collegiata, sono della scuola di Pietro da Putignano (XVI sec.).
Navata Lato destro
*Altare del S. Crocifisso
Statua lignea databile II° metà del XVIII sec., da attribuire allo scultore pugliese Riccardo Brudaglio.
*Altare dell'Addolorata
Eretto nel 1784, fu ampiamente rifatto nella prima metà del XIX sec.
Nel 1822 P. A. Casavola sostituì una vecchia tela dell'Addolorata con l'attuale statua.
Sul lato sinistro della Cappella: lastra tombale dell'Arcivescovo di Brindisi Nicola Margiotta (1889-1976), nato a Martina Franca.
 

Altare Maggiore

Realizzato su commissione del mecenate Pietro Simeone, è datato 1773. Stupenda opera in marmi policromi: proviene da botteghe romane vicine ai modi di Filippo Della Valle e Pietro Bracci.

Di notevole fattura le due statue laterali raffiguranti la Carità e l'Abbondanza.

*Nicchia centrale
Statua in calcare dorato di S. Martino, databile agli inizi del XIV sec.
Presenta chiari tratti di gotico francese, analoghi a quelli dei rilievi della cattedrale gotica di Chartres. La statua proviene dalla vecchia Collegiata.

Cappella del SS. Sacramento o Cappellone

Elegante architettura tardo barocca, realizzata nel 1784 per volontà del Capitolo. Le pareti sono decorate con stucchi marmorei policromi.
Nelle Vele della Cupola i quattro Evengelisti, opera firmata e datata da Domenico Carella, 1785, recentemente riportati alla loro ariosità correggesca da un accurato restauro. Questa è la Cappella dell'Adorazione.
*Altare maggiore
Struttura marmorea policroma opera del marmoraro Raimondo Belli, da datare intorno al 1802.
Rappresenta un elegante esempio del mutato gusto locale che dal tardo barocco passa a quello neoclassico.
*Ultima Cena
Si tratta probabilmente dell'ultima grande opera pittorica di Domenico Carella, firmata e datata "Dominicus Carella senior fecit 1804".
Il recente restauro ha evidenziato la forza del colorismo pittorico e la forza compositiva dell'ultimo Carella, che nostalgicamente rievoca gli amati pittori veneti del XVI sec., come il Veronese.
Ai lati dell'altare, due grandi vetrate policrome di Marcello Avenali raffiguranti l'Istituzione dell'Eucarestia, datate 1956.
*Sovrarco del cappellone
Una grande Pala raffigurante la Discesa dello Spirito Santo: dipinto su olio da datare II metà del XVIII sec. attribuita a Domenico Carella.
*Ingresso Cappellone (lato sinistro) elemosiniera
Interessante oggetto d'arredo sacro in metallo che porta nella parte superiore un dipinto a olio su tela raffigurante la Deposizione, firmata e datata dal pittore locale Giovanni Caroli, 1853.

Orari: 7-30-12.30 - 16.30-23.00

www.basilicasanmartino.it

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