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ITINERARI TURISTICI
Alla scoperta dei castelli
di Puglia
PERCORSO 4 |
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LECCE Il nostro
itinerario parte da Lecce, la capitale del barocco.
Capoluogo della splendida penisola Salentina, la città è
adagiata su una zona pianeggiante nella parte estrema sudorientale
del Tacco d'Italia. |
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Secondo la tradizione, Lecce fu fondata da
Malennio, re dei Salentini, un secolo prima della guerra di
Troia; alcuni ritrovamenti archeologici, quali tombe messapiche,
fanno risalire le origini leccesi ad epoche remote. Nel sec.
VIII a.C., la città fu colonia dell'antica Laconia (Sparta), che
diede vita alla bella cittadina di Taranto; nel sec. III a.C.,
fu conquistata dai Romani, che la fortificarono per proteggerla
da eventuali incursioni macedoni, e assunse il nome di Lupiae
(toponimo da cui sembra derivare la figura della lupa nello
stemma della città), abbandonando la sua veste di "Municipium",
successivamente divenuta colonia, grazie a Marco Aurelio. A
seguito del distanziamento del sito dal centro primitivo (per 3
km), la città fu denominata Licea (o Litium). Nel sec. II a.C.,
l'Imperatore Adriano, allorché l'attività commerciale di Lecce
diveniva sempre più fiorente, provvide alla costruzione di una
strada che collegava Brindisi a Lecce e quest'ultima al mare. In
età adrianea la città fu provvista di un caratteristico teatro
(nei pressi della Chiesa di S. Chiara) e di un anfiteatro, i cui
maestosi ruderi sono ospitati nella splendida Piazza S. Oronzo,
vero gioiello del borgo antico. Dopo la caduta dell'Impero
romano, la città decadde a seguito delle incursioni dei barbari
e successivamente dei Bizantini, sotto i quali Lecce vide
deteriorarsi la sua egemonia, a causa della forte ascesa di
Otranto, che divenne il porto più importante del Salento. La
città rifiorì con l'arrivo dei Normanni, divenendo un notevole
centro commerciale nonché importante contea e privilegiata
residenza di nobili e re. Durante il dominio normanno
s'insediarono alcuni ordini religiosi (i Benedettini), per lottare contro la supremazia culturale di Costantinopoli (a
ciò conseguì la realizzazione di monasteri e chiese, tra le
quali SS. Nicolò e Cataldo e S. Maria Cerrate). Distrutta
dall'Imperatore Ottone IV, Lecce fu conquistata dagli Aragonesi,
e fu solo grazie a Carlo V che Lecce vide riorganizzarsi il suo
assetto urbano, divenendo sede di Tribunali e uffici suburbani
dello Stato. Per difenderla dalle continue e incessanti
incursioni turche, che mettevano in subbuglio anche l'intera
costa salentina, Carlo V provvide alla realizzazione di una
nuova cinta muraria e di un poderoso Castello. |
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L'edificio si innalza proprio al centro dell'abitato ed è
costituito da due strutture trapezioidali, realizzate in epoca
differente e separate da un cortile. Quella esterna fu costruita
ad opera dell'architetto militare Gian Giacomo dell'Acaja tra il
1539 ed il 1549 su commissione di Carlo V.
Il castello presenta quattro bastioni che originariamente
custodivano la struttura più antica, risalente al Medioevo. |
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La struttura più antica fu fatta costruire
molto probabilmente da Re Tancredi alla fine del XII secolo, di
cui oggi però non ci rimane traccia a causa dei continui
rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli. Il mastio angioino,
risalente al XIV secolo resta oggi la parte più antica
dell'edificio, impreziosita dalla presenza di una cappella e di
una grande sala al piano superiore. Sono due gli accessi alla
fortezza: uno dal bastione di nord ovest, rivolto alla città con
pianta a L e tre porte di difesa e l'altro, situato invece sul
versante opposto rivolto alla campagna. Attualmente il Castello
è sede del Distretto Militare di Lecce. Indubbiamente, periodo
di massimo splendore per Lecce, fu quello a cavallo tra il XVI e
il XVIII secolo, periodo in cui si conobbe il cosiddetto
"Barocco leccese", caratteristica gemma dello splendido nucleo
antico, tale da conferire a Lecce il noto appellativo di
"Firenze del Barocco". |
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LATIANO A 13
chilometri da Francavilla Fontana, il nostro itinerario ci porta
a Latiano, città famosa per il suo caratteristico e pittoresco
Mulino a vento ma anche per il maestoso Castello. |
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Sicuramente l’edificio più antico del centro
abitato, il Castello fu fondato nel XII secolo, per motivi
strategici, nel punto più elevato del paese, nei pressi di
quella che era la via Appia. Originariamente era circondato da
un fosso che si riempiva superficialmente d’acqua sorgente
proveniente da falde sotterranee. La storia della fortificazione
coincide con la storia del paese. E, proprio, la natura delle
acque del fosso del castello che si ritiene sia il toponimo di
Latiano. Infatti, questo derivi dal greco hara che significa
acqua profluente e dal latino latex, che significa fonte di
umori. Con il passare del tempo, il Castello ebbe una
trasformazione: da fortilizio si trasformò in casa privata. Nel
1724, fu restaurato dalla famiglia Imperiali. Latiano è anche
nota per le sue bellissime Masserie, a corte chiusa e ad
edificazione signorile. |
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MESAGNE
Percorrendo un tragitto di appena 8 chilometri è possibile
spostarsi da Latiano a Mesagne, cittadina situata su una piccola
collina, nell'ultimo lembo della pianura messàpica. |
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Caratteristico per la sua forma triangolare,
il centro storico di Mesagne custodisce al suo interno il
Castello Granafei, imponente edificio medioevale fatto costruire
nel 1062 da Roberto il Guiscardo e ricostruito ben due volte:
nel 1256 da Manfredi, in seguito alla distruzione saracena e,
successivamente, nel XV secolo, dalla famiglia Orsini del Balzo.
Nel XVII secolo divenne una residenza del barone. Dell’epoca
medioevale, ci è pervenuto il torrione a pianta quadrata. La
loggia è invece del XVI secolo.
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